Comunicato stampa n. 9

NOTA SULL'INNO DI MAMELI

Una nota azienda ha recentemente prodotto un filmato pubblicitario dal titolo "Ragazze d'Italia", la cui colonna sonora è una sorta di rivisitazione in chiave femminile dell'Inno di Mameli, e infatti comincia con le parole "Sorelle d'Italia".
Lo spot - come c'era da aspettarsi - ha suscitato varie polemiche, perché le modifiche del testo e l'uso a scopo pubblicitario dell'Inno nazionale non possono di certo passare inosservati.
Così come il Tricolore, l'Inno di Mameli è un simbolo che identifica la nostra nazione in Italia e nel mondo. Un suo utilizzo televisivo a scopi scollegati da quelli istituzionali non può non essere stigmatizzato, indipendentemente dal fatto che il contesto in cui l'inno viene inserito sia più o meno bello, piaccia o non piaccia, quanto piuttosto perché intacca il suo valore di simbolo istituzionale.
Questi fatti accadono - e possono legittimamente accadere - perché a tutt'oggi, ad oltre sessant' anni dalla Costituzione della Repubblica, l'uso dell' inno nazionale italiano non è tutelato in quanto l'inno stesso non ha ancora un proprio riconoscimento legislativo
Nella Costituzione si afferma che "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni", e da tale riconoscimento discendono le regole relative all'utilizzo della bandiera.
La nostra proposta è che l'art. 12 della Costituzione sia integrato con un esplicito riferimento all'inno nazionale.