Pubblicazioni


Atti del Seminario

Cerimoniale territoriale e pubbliche relazioni

Torino, 25 e 26 ottobre 2010



Formazione


Ancep promuove interventi formativi finalizzati alla diffusione di una corretta applicazione delle regole del cerimoniale.
I programmi illustrati riguardano rispettivamente un corso di base e un corso avanzato di cerimoniale e un corso per personale addetto all’accoglienza.
Per informazioni sulle modalità di iscrizione e di svolgimento scrivere a:
info.ancep@cerimoniale.net

Corso base di cerimoniale Corso avanzato di cerimoniale Corso di front office


Assemblea Ancep a Salerno il 7 Aprile 2011


Il 7 aprile prossimo, alle ore 15, presso la Sede della Provincia di Salerno, si terrà a Salerno l’Assemblea annuale dell’Associazione.
Il giorno dopo, 8 aprile, si svolgerà il seminario “Il quadro storico del cerimoniale: fra tradizione e attualità”

Rassegna fotografica

Seminario a Salerno 8 Aprile 2011
"Il quadro storico del cerimoniale: fra tradizione e attualità"



Scheda seminario
Comunicato

Documento approvato il 24 ottobre 2010 dalla Delegazione Nazionale Ancep e letto a conclusione del Seminario


“Cerimoniale territoriale e pubbliche relazioni”
Torino, 25 - 26 ottobre 2010


LA DELEGAZIONE NAZIONALE ANCEP
ASSOCIAZIONE NAZIONALE CERIMONIALISTI ENTI PUBBLICI

PREMESSO:

- che il DPCM del 2006 “Disposizioni generali in materia di cerimoniale e disciplina delle precedenze fra le cariche pubbliche” (e successive modifiche del 2008), con il suo vasto e articolato campo d’azione che disciplina le prescrizioni protocollari che regolano cerimonie di iniziativa dello Stato, degli enti locali e di ogni altra autorità pubblica, ha dato ordine e certezza alla materia, stabilendo con chiarezza, su tutto il territorio nazionale, le regole precise alle quali è necessario attenersi nel difficile e delicato settore delle relazioni fra le istituzioni pubbliche; che con l’approvazione di tale Decreto è stata riconosciuta la necessità di una rivisitazione delle regole del cerimoniale - segnalata anche dalle amministrazioni regionali e locali in seguito alla riforma del titolo V della Costituzione che sancisce la pariordinazione degli enti che costituiscono la Repubblica - codificandole e conformandole all’ordinamento giuridico - costituzionale; che il Decreto ha costituito una risposta forte e chiara all’esigenza di garantire una più uniforme e generale applicazione di queste regole da parte degli organi pubblici, centrali e territoriali.


RILEVATO:
che, nonostante il profondo valore del provvedimento, modeste sono state le reazioni a livello locale alle disposizioni emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; che la penetrazione della conoscenza di questo Decreto sul territorio non è stata profonda quanto sarebbe stato auspicabile, e questo per varie ragioni, fra cui il fatto che la pubblicazione del provvedimento non è stata preceduta da alcuna comunicazione, né seguita da circolari applicative.
CONSIDERATO:

che giorno d’oggi, in molti enti pubblici italiani, la disciplina del cerimoniale sta vivendo un momento di difficoltà, per i seguenti, diversi motivi:
a) soprattutto all’inizio del mandato, molti amministratori locali non danno importanza al cerimoniale, le cui regole vengono spesso considerate atteggiamenti formali ormai desueti. Salvo accorgersi in seguito, dopo le prime esperienze all’estero o con ospiti stranieri che il cerimoniale è uno strumento prezioso, universalmente praticato, con l’ausilio del quale le istituzioni e i loro rappresentanti intrattengono le relazioni e conducono la vita di rappresentanza;
b) oggi viene spesso dato eccessivo rilievo alle esigenze personali rispetto a quelle pubbliche, contribuendo a mettere in secondo piano il significato profondo della ritualità istituzionale e del cerimoniale stesso;
c) non sempre questo settore, delicato e strategico, viene affidato a personale adeguatamente competente e professionalmente preparato. Avviene spesso, al cambio delle legislature, che la scelta del responsabile del cerimoniale venga effettuata in base all’appartenenza politica piuttosto che al “sapere” o all’esperienza professionale;
d) la riduzione degli organici nella pubblica amministrazione ha in molti casi portato ad una concentrazione delle funzioni riversando su un unico addetto molteplici compiti, anche in assenza di competenze specifiche;
e) è opinione corrente che l’attività di cerimoniale sia “occasionale”, e che consista soltanto nel ricevere e sistemare le autorità al posto giusto in occasione di cerimonie solenni d eventi ufficiali e, se necessario, ordinare il buffet.


SOSTIENE CON FERMEZZA

che per svolgere adeguatamente i compiti del settore è necessaria una professionalità specifica, che deve essere acquisita, oltre che con l’esperienza sul campo, anche attraverso un preciso percorso formativo.
Questo perché le regole del cerimoniale rappresentano l’espressione di precisi e importanti significati, che hanno lo scopo di evidenziare e rappresentare l’ordinamento dello Stato nelle sue varie articolazioni.

Per tale motivo:

GARANTISCE DI:

intensificare il proprio impegno nell’attuazione di uno degli obiettivi primari dell’Associazione, che è proprio quello di diffondere una corretta cultura del cerimoniale e di trasmettere professionalità incoraggiando e favorendo la formazione, specialmente di coloro che si occupano di cerimoniale in modo prevalente; operare per giungere alla costituzione di una “categoria” di esperti, definiti “cerimonialisti”, riconosciuti anche dalla vigente normativa, che non dovranno più essere considerati “gli organizzatori delle feste” ma professionisti qualificati del settore, di farsi portavoce, presso gli organismi competenti, della necessità di approfondire e sviluppare i contenuti nel DPCM del 2006, con lo scopo di garantire l’uniforme applicazione delle regole migliorando l’operatività degli addetti, sia con l’emanazione di disposizioni precise su quanto non ancora contenuto nel decreto stesso, come ad esempio l’uso di determinati simboli;

E AUSPICA:

che, mediante il coinvolgimento congiunto del livello statale e di quello territoriale, si giunga alla costituzione di un tavolo tecnico che, attraverso la ricerca, lo studio e il confronto, produca un efficace “regolamento attuativo” del DPCM del 2006 (e successive modifiche e integrazioni del 2008).




Ancep è l’unica Associazione che, in Italia, si occupa dello studio e della valorizzazione di quel particolare ramo della comunicazione pubblica costituito dal cerimoniale e dalla rappresentanza istituzionale.
Nata nel 2007, ormai tre anni fa, riunisce oggi oltre un centinaio di addetti del settore, di comprovata esperienza, provenienti da tutti gli ambiti della Pubblica Amministrazione, dai Ministeri alle Regioni, dalle Province ai Comuni, alle Università, Camere di Commercio e così via, e si rivolge a tutto il sistema delle autonomie locali e funzionali.

Due i principali obiettivi dell’Associazione:
1) la salvaguardia delle corrette forme di rappresentanza istituzionale attraverso l’ applicazione di quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 aprirle 2006 e successive integrazioni,
2) la valorizzazione delle professionalità che operano in questo settore, affermando la funzione dei Cerimonalisti ed il loro ruolo, quali interpreti della disciplina che governa l’attività di relazione fra le cariche pubbliche.

Nonostante il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 aprile 2006 “Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche” costituisca un organico punto di riferimento per gli addetti ai lavori, questo importante settore della comunicazione pubblica si trova ancora in una situazione tutt’altro che definita, e certamente non è riconosciuto in modo adeguato.

A volte infatti viene confuso con il galateo o l’organizzazione delle feste, e si pensa che chiunque possa occuparsene. Altre ancora viene inteso come una generica attività di relazione o segreteria e affidato a strutture o figure professionali non idonee e non preparate, nonostante si tratti di un importante settore della comunicazione che riguarda tutti gli Enti pubblici - dai più piccoli Comuni alle più alte espressioni della Repubblica - per il quale sono indispensabili precise conoscenze ed una formazione specialistica.

Per contribuire a modificare questo stato di cose, l’attività dell’Associazione si muove su diversi filoni: dalla predisposizione di banche dati alla promozione di iniziative pubbliche di valorizzazione pluridisciplinare della materia, dall’organizzazione di corsi di formazione alla prestazione di consulenze su problematiche specifiche.
E’ in questo contesto che si collocano anche vari momenti formativi e di approfondimento culturale proposti ai propri soci.

ORGANISMI

Presidenza:
Ernestina Alboresi, Presidente
Antonio Politi (Past President)
Edy Cardini (Vice Presidente)

Delegazione nazionale:
Nicoletta Barolini, Fausto Cuoghi, Rosaria Duca, Giorgio Falconi, Lucia Sambin, Filippo Zirpoli

Referenti territoriali:
Santo Amarù (Sicilia); Arnaldo Cadoppi (Parma); Angelo Carbone (Catania); Leonardo Gambo (Trieste); Maria Mastrullo (Salerno); Simonetta Olivieri (Roma); Rosalba Pintus (Cagliari).



Venite a trovarci su Facebook

Cerimoniale e Dintorni

Cerimoniale, Protocollo e Rappresentanza Istituzionale