ANCEP IN VATICANO

 

I RITMI DEL PASSAGGIO, IL VALORE DELL’INCONTRO

Visita di studio al Palazzo Apostolico Vaticano

di

MARIO PROLI*

 

Fondamentale per arricchire conoscenza e competenze, la formazione professionale si caratterizza anche per la capacità di riservare l’accesso a occasioni straordinarie. Quanto hanno vissuto i trenta Soci ANCEP giunti a Roma nella giornata del 30 settembre 2016 per la visita di studio al Palazzo Apostolico Vaticano è stata, infatti, un’esperienza eccezionale.

L’iniziativa si poneva in continuità col Seminario sui “Linguaggi Pontifici: aspetti di cerimoniale e protocollo papali” che Monsignor Stefano Sanchirico, Prelato d’Anticamera della Prefettura della Casa Pontificia, aveva tenuto nell’aprile scorso in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione. Incontro di grande interesse dedicato alle modalità, alle regole, agli aspetti tradizionali con le quali la Santa Sede intrattiene relazioni di carattere internazionale e organizza gli incontri ufficiali del Pontefice. Ad appena una stagione di distanza la teoria si è arricchita di una seconda sessione formativa grazie alla possibilità di effettuare il percorso che porta Capi di Stato, Delegazioni Diplomatiche e Ospiti al cospetto del Papa, nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico. La visita ha permesso di conoscere direttamente i luoghi dove si sviluppa un protocollo fra i più prestigiosi del mondo e, pure, fra i più influenti per i destini dell’umanità. E direttamente sul campo la competenza di Mons. Sanchirico è stata nuovamente preziosa per affrontare significati e valori.

Il percorso ha avuto inizio dal Cortile di San Damaso, l’ampia corte in cui arrivano le delegazioni in automobile – un tempo in carrozza – e dove si svolge un rituale di accoglienza organizzato in conformità con ruolo e rango dell’ospite. I Capi di Stato trovano il Prefetto della Casa pontificia, l’Ambasciatore della propria Nazione presso la Santa Sede, gli Alabardieri e la Banda musicale della Guardia Svizzera Pontificia e i Gentiluomini di Sua Santità. Dal cortile si prosegue raggiungendo la seconda loggia, la Loggia di Raffaello, dove si compone il corteo che fa ingresso nei “quartieri” della residenza papale nell’ala del Palazzo di più recente edificazione, risalente al XVI secolo, e affacciata su Piazza San Pietro.

I luoghi in cui prende forma il cerimoniale pontificio sono parte fondamentale del cerimoniale stesso e affiancano le suggestioni delle architetture a quelle di un corredo artistico che si sviluppa con fascino, eleganza e potenza. Ma non è la bellezza il fattore dominante: a ingenerare emozione sono soprattutto il senso della storia e lo spirito del luogo. Il protocollo sembra assecondare il crescendo emotivo trasformando la forma in contenuti legati al ruolo della Chiesa e al ministero della sua guida. Il corteo è strutturato sul cammino e sul passaggio, dalle anticamere alle prime sale, poi ad altre sale, sgranando tappe fatte di incontri, di congedo e di ripartenze. Tutto è pervaso di significato simbolico, a cominciare dal ritmo del corteo stesso che si affina mano a mano che si avvicina il momento dell’incontro. Simbolico è il patrimonio iconografico che impreziosisce di una solennità mai effimera i pavimenti, le pareti, i soffitti, gli oggetti. Si spazia da Pinturicchio a Della Robbia, dallo scranno in legno utilizzato fino non molti decenni orsono fino al trono in pietra con elementi originali del V secolo.

Ricorrente nelle opere d’arte è il tema della conversione dell’imperatore Costantino, monito esplicito all’aspirazione evangelizzatrice della Chiesa. Così come significativa appare la presenza di orologi, di differente foggia, epoca e provenienza, che evocano il monito a fare i conti con il trascorrere del tempo, metro di misura per chi è chiamato ad assumere decisioni terrene in rapporto con l’eternità del Giudizio.

E’ nel terzo corridoio che avviene l’incontro con il Papa. Il saluto di accoglienza ha luogo nella Sala del Tronetto, quindi si prosegue con il colloquio riservato nella Biblioteca privata dove, al termine, Pontefice e Ospite vengono raggiunti dai componenti delle Delegazioni per un incontro.

La Biblioteca privata del palazzo Apostolico è il tempio dell’incontro e del dialogo. Ampia, sobria, elegante, strutturata su due fulcri: la scrivania personale del Pontefice con due sole sedie ai lati opposti; due schiere di scranni nella zona centrale con al centro il posto del Pontefice.

Terminato l’incontro, il protocollo di commiato ripercorre lo stesso tragitto, utilizzando solo al termine una seconda scalinata di uscita sul Cortile di San Damaso per il saluto e la partenza.

Anche ANCEP si è congedata ai piedi del Palazzo Apostolico, con il ringraziamento che il Presidente Leonardo Gambo ha riservato a Mons. Sanchirico per l’onore riservato all’Associazione dei Cerimonialisti permettendo di vivere questa straordinaria opportunità di una formazione.

 

* Giornalista professionista, è Responsabile dell’Unità Stampa e Gestione Eventi Istituzionali del Comune di Forlì. Dal 2016 è anche Capo Ufficio Stampa di ANCEP.

 

Foto di Umberto Lorenzetti

 

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GIUSEPPE DAMIANO IANNIZZOTTO

SEGRETARIO GENERALE DI ANCEP - Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici

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