Buon appetito!

Non è chic augurare “buon appetito” ai commensali prima dei pasti. Il divieto risale a quando nobili, feudatari e signori, in determinati periodi dell’anno (come il tempo del raccolto o per le grandi battute di caccia) erano soliti dare banchetti anche per i servitori. In queste occasioni, il padrone rivolgeva al personale di servizio il “buon appetito” come buon auspicio per godere della generosità dei suoi doni. Oggi, la frase resta una consuetudine privata: non è insolito, infatti, che in molte famiglie si usi far precedere il pranzo dal “buon appetito”. Ma è in un contesto non privato che l’augurio appare inappropriato in quanto sarebbe come dare dei servi ai commensali, specie se è il padrone di casa a pronunciarlo! Ma se nessuno dà un chiaro segno di inizio pasto, come si capisce quando cominciare a mangiare? A iniziare sarà l’ospite d’onore, se a tavola c’è un invitato di riguardo, o altrimenti la padrona di casa quando tutti saranno stati serviti (e questo vale per ogni portata!).

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