Buone maniere in pillole

(di Valeria Mazzucato)

BIMBI EDUCATI

Il compito più duro per i bambini di oggi è imparare le buone maniere senza mai vederle!!
I bambini sono lo specchio della famiglia in cui vivono e hanno bisogno di regole precise, di comportamenti coerenti, di dettami inderogabili.
Sedersi a tavola senza essersi lavato le mani, parlare a bocca piena, alzarsi da tavola senza chiedere il permesso, inserirsi nelle conversazioni senza attendere il proprio turno, sono tutti comportamenti che in molti casi il bambino ha visto fare da un adulto di casa.Il miglior insegnamento per i nostri figli è dare il buon esempio e sicuramente un figlio educato diventerà un adulto equilibrato, rispettoso di sé e degli altri.

TOVAGLIOLO

Spesso il tovagliolo è l’oggetto del contendere.
Ecco alcune regole generali.Appena seduti il tovagliolo, che di regola si trova alla sinistra del piatto, deve essere preso con la mano destra e posto disteso ma non totalmente aperto (deve rimanere piegato a metà sul lato corto) sulle proprie ginocchia. Durante il pasto il tovagliolo si usa per pulirsi le labbra in modo delicato (tamponando) prima di bere e all’occorrenza. Ogni volta che lo si usa lo si ripone sulle ginocchia nella posizione iniziale. Se si lascia il tavolo per qualche motivo, il tovagliolo deve essere posto sulla sedia senza ripiegarlo, semplicemente appoggiandolo sul bracciolo o sulla seduta. In nessun caso si lascia il tovagliolo usato (o aperto) sulla tavola, prima che il pasto sia finito.

REGALARE FIORI

Regalare dei fiori è sempre un gesto apprezzato ma, anche se è il pensiero che conta, bouquet e composizioni non sono tutti uguali e le modalità di consegna e i tempi non vanno sottovalutati.

Infatti, i fiori si inviano il giorno prima o quello dopo un invito, mai li si porta con sé ad un pranzo o ad una cena poiché si obbligherebbe la padrona di casa a prendersi cura dei fiori piuttosto che degli ospiti. Se li si porta di persona, comunque è meglio preferire composizioni fornite di vaso o bouquet già pronti per essere riposti senza troppe perdite di tempo. Nella scelta del bouquet, per non fare figuracce, basta seguire una regola semplice e non scritta: pensate al destinatario ed a che cosa volete comunicare. Se poi avete la fortuna di poter conoscere i gusti e le preferenze della persona destinataria dell’omaggio floreale, allora siete a cavallo!

LA NETIQUETTE

A nessuno è mai stato insegnato l’Abc dell’e-mail soprattutto le regole di quelle che si scrivono per lavoro o che comunque hanno una certa formalità. La mancanza si sente e così è nata la “netiquette”, ossia le buone maniere per scrivere in rete. Le regole sono quelle di una buona e corretta lettera: chiarezza, precisione, un solo argomento per messaggio e nessun sfogo personale. L’obiettivo di queste regole non è solo quello di insegnare un galateo di Internet ma anche utilizzare al meglio questo moderno mezzo di comunicazione sfruttando al massimo le sue potenzialità. Per questo già molte aziende hanno avviato progetti di alfabetizzazione all’e-mail insegnando sia l’aspetto linguistico che quello comportamentale.

PAROLE OUT

Esistono delle parole che non dovrebbero mai essere pronunciate…almeno così dice il galateo!
Ecco alcuni esempi di parole OUT:

  • piacere (quando ci viene presentata una persona)
  • di nuovo (salutando)
  • buon appetito
  • pranzo invece di colazione
  • cena invece di pranzo
  • la sua signora invece di consorte o moglie
  • signor conte o signora contessa (solo la servitù antepone il signor/signora al titolo)
  • salute (in risposta ad uno starnuto)
  • pardon anziché scusi

cin cin per un brindsi

A TAVOLA

  • Quando si partecipa ad un pranzo importante, un senso di insicurezza si può impossessare di noi, ponendoci dubbi su quello che il bon ton consiglia di fare. Ecco dei piccoli consigli.

    Si comincia a mangiare quando tutti i commensali sono accomodati e non appena lo fa la padrona di casa o l’ospite principale. Si mastica sempre e solo a bocca chiusa, senza rumori e gorgoglii, cercando di fare bocconi piccoli. A bocca piena non si parla e non si beve. Si devono evitare la fretta, la voracità e non bisogna estraniarsi dalla conversazione concentrandosi solo sul cibo. I complimenti esagerati e generici è meglio non farli, sostituendo il gradimento accettando un bis, in piccola quantità. Al termine del pasto non ci si alza da tavola prima che lo faccia la padrona di casa, si attenderà che tutti i commensali abbiano finito, si appoggerà il tovagliolo sul tavolo, senza preoccuparsi di vuotare il bicchiere, se fosse ancora pieno!

I DIVIETI

Divieti assoluti:

  • alzare il mignolo quando si solleva il bicchiere, la tazzina del caffè o il cucchiaino del gelato,
  • soffiare sui cibi per raffreddarli,
  • sparpagliare le pietanze come il risotto per lo stesso motivo,
  • allontanare il piatto quando si ha finito,
  • giocherellare con le posate, la mollica del pane o con tutto ciò che è in tavola,
  • assaggiare qualcosa dal piatto del vicino,
  • indugiare sul piatto da portata per scegliere i pezzi migliori,
  • specchiarsi, pettinarsi, aggiustarsi il trucco e, anche se non visti, togliersi le scarpe.

COMPORTAMENTO A TAVOLA

L’insegnamento base che tutte le madri insegnano ai propri figli è “stare composti a tavola”. È una regola elementare del galateo che racchiude diversi comportamenti che è utile riportare alla memoria:

  1. Stare su dritto. Non ci si affloscia ma si appoggia la schiena sulla sedia e si lasciano i piedi per terra (e non ripiegati sotto le cosce); non si appoggia la testa su una mano, non ci si dondola.

2. Alzare i gomiti dal tavolo. Non si appoggiano i gomiti mentre si mangia. Gli avambracci possono essere ugualmente appoggiati sul tavolo. Tra due portate, mentre si chiacchiera, è permesso incrociare le mani sopra il piatto, appoggiando i gomiti sul tavolo

3. Appoggiare le mani sul tavolo.

4. Tenere le posate correttamente. Si tengono a metà manico con tre dita, non si tengono in verticale con la punta all’aria. Se si gesticola mentre si parla, bisogna appoggiarle. Non si porta il coltello alla bocca.

Non leccare il piatto. Non si fa la scarpetta con il pane (nemmeno se lo si infilza con la forchetta), non si pulisce il piatto con le dita, non si inclina il piatto per recuperare l’ultima cucchiaiata di zuppa e non si raccoglie la salsa con il coltello.

IL RISOTRANTE

Come ci si comporta al ristorante?

L’uomo deve precedere la donna ed entrati attenderanno l’arrivo di un cameriere per essere accompagnati al tavolo. La donna siede nel posto migliore, ovvero rivolta verso la sala, ed il cameriere o l’uomo che l’accompagna devono spostare la sedia per farla accomodare. Per chiamare il cameriere al tavolo sarà sufficiente un cenno con il capo o con la mano. Il conto, per tradizione, va pagato dall’uomo. In gruppo o tra giovani è anche possibile pagare dividendo la cifra in parti uguali. Assieme al totale del conto è bene lasciare una mancia pari al 5-10% della somma. In uscita gli uomini aiuteranno le donne ad alzarsi e ad indossare il soprabito e le seguiranno. Giunti alla porta saranno i primi ad uscire per poi tenere la porta alle signore.

INVITO PER IL TE’

Si sa che l’arte di offrire il tè esula dalle nostre tradizioni. Un riepilogo delle regole principali può essere perciò d’aiuto.

L’invito ad un tè si fa per le 17.00 – 17.30 a voce, per telefono o con un biglietto scritto a mano. La padrona di casa e le sue ospiti vestiranno un abito da colazione elegante. Il tè viene offerto in salotto con una buona selezione di dolci e tartine salate ma senza esagerare e verrà servito in una teiera di porcellana. Per cominciare non è necessario che tutti gli ospiti siano presenti e poiché non tutti gradiscono il tè verranno preparati anche del caffè e delle caraffe di succo. Il tè può essere abbinato ad un pomeriggio di gioco a carte. In tal caso è obbligatorio essere puntuali ed il tè verrà servito prima di iniziare a giocare. Alla fine del pomeriggio si servirà un aperitivo con degli stuzzichini cercando di distrarre il meno possibile i giocatori.

MANGIARE LA FRUTTA

Quando viene servita la frutta a fine pasto si possono creare delle situazioni di imbarazzo. Infatti, la frutta può essere mangiata con delle apposite posate, con il cucchiaino o anche con le mani.
Ecco, il modo più corretto per mangiarla:

  • Albicocca: si apre con le dita in due parti e si accompagna alla bocca con le mani.
  • Ananas: è d’obbligo l’uso delle posate e viene portato in tavola già tagliato in fette e privo della buccia.

Anguria: si serve tagliata a fette e con le posate si tolgono i semi per poi tagliarla a pezzi e mangiarla con la forchetta.

  • Arancia, mandarino: con il coltello si incide la buccia prima formando due calotte e poi delineando degli spicchi. Una volta sbucciata si mangiano gli spicchi ad uno ad uno con le mani.
  • Banana: si sbuccia con coltello e forchetta e poi si taglia in pezzetti e si mangia con la forchetta.
  • Caco: con un cucchiaino se ne assapora la polpa.
  • Ciliege: si mangiano ad una ad una con le dita lasciando poi scivolare il nocciolo nel palmo della mano prima di riporlo delicatamente nel piatto.

MANGIARE LA FRUTTA

Ancora qualche suggerimento per mangiare la frutta:

  • attero: si mangia con la forchetta.
  • Fico: con le posate si taglia la buccia in quattro parti e poi si stacca la polpa che viene mangiata con la forchetta.
  • Fragole: si mangiano con le mani, se portate singolarmente, ma nella maggior parte dei casi vengono portate a pezzi in coppette e si mangiano con il cucchiaino.

Kiwi: si può mangiare con il cucchiaino tagliandolo a metà e gustandone la polpa o sbucciandolo e tagliandolo in pezzi con coltello e forchetta.

  • Mela, pesca, pera: si taglia a metà o in quattro spicchi e si infilza ogni spicchio con la forchetta e lo si sbuccia con il coltello.
  • Noce: si rompe con lo schiaccianoci e si portano alla bocca i gherigli con le dita.
  • Prugna: se di grandi dimensioni si taglia con le posate, se no si porta alla bocca con le mani e si fa scivolare il nocciolo nella mano e poi sul piatto.

Uva: si staccano ad uno ad uno gli acini tenendo fermo il grappolo con le mani ed eventualmente si eliminano i noccioli e le bucce sulla mano, prima di depositarli sul piatto.

COME SI MANGIA…

Alcuni cibi presentano delle particolari difficoltà e suscitano spesso dubbi su come mangiarli.
Analizziamoli nel dettaglio:

  • CARCIOFI E ASPARAGI: I carciofi interi si mangiano con le mani per questo non vengono serviti in contesti formali. Gli asparagi, invece, si mangiano con le mani in famiglia ma in situazioni formali si mangiano con le posate.

FORMAGGIO: Si mangia con il solo coltello che serve per tagliarlo in pezzi da mettere poi sul pane e mangiare con le mani. Fanno eccezione alcuni tipi di formaggio dalla consistenza più morbida per cui è necessario l’uso della forchetta.

LUMACHE: Per mangiarle si utilizzano delle posate apposite: una pinza con cui tenere il guscio ed una forchettina per estrarre la lumaca.

COME SI MANGIA…

Crostacei, frutti di mare e ostriche…un vero incubo!

Quando si mangia un crostaceo, le chele e la coda nell’aragosta, la conchiglia o la corazza negli altri vanno rimossi con le dita. Con l’aiuto della forchetta, possibilmente quella da ostriche, si estrae e si mangia la polpa. Per raggiungere le parti più interne di polpa, non afferrabili con la forchetta, si possono succhiare con discrezione le chele, evitando di emettere suoni poco gradevoli. Dopo aver gustato la pietanza è necessario sciacquarsi le dita in apposite coppette contenenti acqua e talvolta anche limone.

I frutti di mare, invece, si staccano con la forchetta tenendo la conchiglia con le mani e riponendo i gusci vuoti nel piatto apposito. Infine, le ostriche vanno mangiate in un unico boccone con l’apposita forchetta a tre denti, apparecchiata alla destra del piatto, dopo averle spruzzate di limone. Con la mano destra si terrà il guscio mentre con la sinistra si staccherà il mollusco con la posata. Si servono in piatti singoli ad ogni commensale e si ordinano a dozzine.

 A TEATRO

TeatroQual è il comportamento giusto a teatro? Come e quando si applaude? per non sbagliare mai!

A teatro, la puntualità è d’obbligo anche perché non è permesso l’ingresso, a spettacolo iniziato, fino al primo intervallo. Quando ci si siede, se i posti sono tutti su una fila, è bene alternare un uomo ed una donna. Se ci sono due coppie agli estremi siederanno i due uomini e al centro le donne l’una accanto al marito dell’altra. Se si dispone di un palco le donne siederanno davanti, la più importante nella poltrona laterale con la visuale migliore e gli uomini sul fondo del palco. Gli applausi durante lo spettacolo sono da evitare perché possono disturbarne lo svolgimento. Saranno bene accetti alla fine dell’atto o alla fine dello spettacolo.

I fischi, invece, sono grande indice di maleducazione e non sono mai giustificabili. Per le prime e per certe serate di gala le donne vestono da sera e gli uomini indossano lo smoking, più raramente il frac. Per gli altri spettacoli, invece, va bene un abito da pomeriggio o da mezza sera.

A TEATRO

TeatroIl teatro non è più un luogo privilegiato destinato a pochi. I concerti, le opere liriche, le operette, le commedie e qualsiasi tipo di rappresentazione sono alla portata di tutti. Il fatto che il teatro abbia aperto le sue porte non deve però far dimenticare a chi lo frequenta certe regole di bon ton.
In genere, i posti sono numerati e, se non c’è la maschera che aiuta a trovare il proprio, si cerca con calma la fila e il numero. E soprattutto si chiede scusa se si è costretti a far alzare qualcuno in platea per poter arrivare alla propria postazione. Nell’intervallo non è necessario alzarsi, si può stare anche tranquillamente a chiacchierare seduti in poltrona.Si ritorna al proprio posto rispettando il segnale dei campanellini ed evitando quindi ritardi. Assolutamente da evitare il dover far alzare qualcuno quando è iniziato il tempo successivo e questo vale anche se si è un personaggio pubblico famoso!

IL VESTITO GIUSTO

TeatroCome ci si veste a teatro?

Tenete conto che molto dipende dall’orario della rappresentazione e dal fatto che sia una prima o meno. La prima all’Opera è un evento mondano più che un fatto di cultura. È d’uso l’abito lungo da gran sera. Chi non lo porta con disinvoltura è bene che rinunci alla prima. Sì a gioielli importanti ma senza esagerare. Nelle rappresentazioni successive, un abito da sera corto può andare bene. In passato, non si entrava a teatro senza decolleté, la borsettina da sera e le calze anche d’estate. Oggi c’è una minore rigidità nell’abbigliamento a teatro anche se le mise eccessive sono fuori posto come gli vestiti troppo casual.

IL GENTLEMAN

TeatroLa parola d’ordine del vero gentleman è eleganza. Gli atteggiamenti che lo contraddistinguono sono le buone maniere di una volta, l’educazione e la galanteria. Essere dei veri signori non è necessariamente una dote innata, ma lo si può diventare seguendo alcune semplici regole. Ecco le principali.
Entrando in un ristorante o un luogo pubblico, non cede il passo alle signore, ma le anticipa per accertarsi che non ci siano pericoli. A tavola siede composto, mangia lentamente e versa il vino alle signore. Non parla mai a bocca piena, non gesticola con le posate in mano, non usa lo stuzzicadenti, si sforza di non fare telefonate e paga il conto. Apre la portiera dell’auto se deve salire o scendere una signora.
Per quanto riguarda l’aspetto estetico, è sempre ben curato, evita il riporto (se ha pochi capelli), ignora le tinte (se ha capelli grigi) e ha sempre le mani curate. Durante le presentazioni stringe la mano con sicurezza ma mai con forza, riserva il baciamani a tutte le dame presenti ad un ricevimento, ma eviterà questa galanteria nei bar e per strada.

Un vero signore non esagera mai, per lui la parola d’oro è: discrezione.

ORGANIZZARE UN PRANZO

TeatroVuoi organizzare un pranzo e non sai da dove cominciare? Il più delle volte si pensa che ricevere sia costoso, richieda troppo tempo e grandi abilità culinarie. Invece per ricevere bene è solo questione di organizzazione. Gli ingredienti per un buon party sono quattro e vanno dosati in egual misura: aperitivi e cocktail capaci di stuzzicare l’appetito ed intrattenere; buon cibo, semplice ma non banale; musica coinvolgente, ad un giusto volume, senza che sovrasti l’ambiente; infine: un gruppo di ospiti ben assortito. Dosate tutto in uguale quantità ed avrete la ricetta per la cena perfetta!

LO CHAMPAGNE

TeatroLo champagne ha un suo codice comportamentale che non si può ignorare se lo si vuole offrire. Lo si può certo riservare per un brindisi ma non al brindisi a fine cena. Le bollicine vanno offerte all’inizio. Perfette come cocktail di benvenuto quando arrivano gli invitati ma mai offerte con la torta! Il bicchiere da champagne per eccellenza è la flutê perché la sua forma preserva le bollicine nella loro condizione ottimale. L’unica alternativa è la coppa da champagne. Lo champagne va servito sempre freddo, ma non ghiacciato, ad una temperatura tra i 6° e gli 8° se è giovane, e fino ai 10° per uno più maturo o millesimato (un paio d’ore in frigorifero saranno sufficienti). Va servito tenendolo nell’apposito secchiello con ghiaccio. Per servirlo, bisogna tenere la bottiglia utilizzando la sola mano destra ponendo il pollice nell’incavo alla base della bottiglia stessa. Un’ultima nota di bon ton: lo champagne non ha bisogno di presentazioni, perché la bottiglia parla da sé.

IL REGALO

TeatroTrovare il regalo giusto non è sempre un piacere, ma qualche volta è un’impresa titanica, al di sopra delle nostre umane possibilità. Un po’ perché dopo tanti anni possiamo aver esaurito le idee, un po’ perché chi lo riceverà ha già tutto ed ogni cosa. Ma anche perché qualche volta siamo costretti a far regali anche a chi non ci piace un granché ma a cui per varie circostanze dobbiamo donare un presente. Se non conosciamo bene la persona a cui dobbiamo fare il regalo, specialità gastronomiche, libri ed oggetti di artigianato locale possono essere una buona ed elegante soluzione. Anzi, si potrebbe dire che per quelle persone di cui abbiamo una conoscenza superficiale, sono l’unico regalo possibile, in quanto regali particolarmente “personali” potrebbero sembrare fuori luogo ed inopportuni. Ovviamente questo non vale per la persona a noi cara che potrebbe sentirsi sminuita da un prodotto generico, palesemente poco “pensato”.

L’IMPORTANZA DEL PRIMO INCONTRO

TeatroLa prima impressione, contrariamente a quanto si dice, quasi sempre è quella giusta. Quindi fare bella figura ad un incontro, sia un colloquio di lavoro o una riunione d’affari o un avvenimento mondano, si rivela essere fondamentale. Per attuare una strategia vincente non servono tante tecniche di miglioramento della persona o dell’immagine, quanto una buona conoscenza del buon vecchio galateo. Le buone maniere consentono di distinguersi e di fare la differenza in ogni occasione evitando quelle brutte figure che lasciano un segno indimenticabile e rovinano un incontro o una conoscenza.

IL CELLULARE

TeatroOgnuno di noi possiede almeno un cellulare, per essere rintracciati ovunque e in qualsiasi momento e per poter a nostra volta raggiungere senza impedimenti temporali chiunque. E’ una specie di totem tascabile della modernità indispensabile dal punto di vista lavorativo. Imparare a parlare al telefono è quindi fondamentale sia esso fisso o mobile. Per questo la regola principale è essere brevi, concisi e precisi. Si telefona ad una persona per lavoro quando si ha qualcosa da dire o chiedere. Lo si fa subito, fatta eccezione per un breve preambolo che comprenda la frase “come sta?” alla quale si risponde sempre e comunque “bene, grazie. Lei?”. Perché è una domanda retorica alla quale non ci si aspetta come risposta l’elenco dei problemi altrui! La voce deve essere calma, pacata e soprattutto non alta. Per rispetto al timpano altrui, alle persone che ci stanno intorno e alla buona educazione.

IN RIUNIONE

TeatroSapere comportarsi in modo adeguato in un incontro di lavoro o ad una riunione è essenziale. Quando si entra nella sala si saluta e ci si accomoda solo dopo che si è stati invitati a farlo. Se viene offerto qualcosa da bere è buona educazione accettare. Se non si ha voglia di caffè, si sceglierà un tè o più semplicemente dell’acqua. Non si chiede qualcosa che non è presente sul tavolo (latte, spremuta o quant’altro) e non si mangia nulla perché si deve parlare e si conserverà quindi la bocca vuota. Una volta seduti, se ad un tavolo riunioni si potrà appoggiare il proprio blocco per gli appunti e la penna. Se l’incontro di lavoro si svolge alla scrivania di qualcuno, su quest’ultima non si appoggerà niente. Il blocco note e l’agenda saranno tenuti sulle ginocchia e si useranno così. Il telefono cellulare (senza suoneria) va tenuto in tasca o in borsa che si metterà su una sedia o per terra (metterla sul tavolo è indice di poca educazione). Inutile sottolineare che alle riunioni si arriva puntuali e che, nella sciagurata ipotesi di un ritardo, si chiede perdono come prima cosa, brevemente, senza addurre troppe scuse come spiegazioni.

 

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