Mangiare la frutta

Ancora qualche suggerimento per mangiare la frutta:

  • attero: si mangia con la forchetta.
  • Fico: con le posate si taglia la buccia in quattro parti e poi si stacca la polpa che viene mangiata con la forchetta.
  • Fragole: si mangiano con le mani, se portate singolarmente, ma nella maggior parte dei casi vengono portate a pezzi in coppette e si mangiano con il cucchiaino.

Kiwi: si può mangiare con il cucchiaino tagliandolo a metà e gustandone la polpa o sbucciandolo e tagliandolo in pezzi con coltello e forchetta.

  • Mela, pesca, pera: si taglia a metà o in quattro spicchi e si infilza ogni spicchio con la forchetta e lo si sbuccia con il coltello.
  • Noce: si rompe con lo schiaccianoci e si portano alla bocca i gherigli con le dita.
  • Prugna: se di grandi dimensioni si taglia con le posate, se no si porta alla bocca con le mani e si fa scivolare il nocciolo nella mano e poi sul piatto.

Uva: si staccano ad uno ad uno gli acini tenendo fermo il grappolo con le mani ed eventualmente si eliminano i noccioli e le bucce sulla mano, prima di depositarli sul piatto.

COME SI MANGIA…

Alcuni cibi presentano delle particolari difficoltà e suscitano spesso dubbi su come mangiarli.
Analizziamoli nel dettaglio:

  • CARCIOFI E ASPARAGI: I carciofi interi si mangiano con le mani per questo non vengono serviti in contesti formali. Gli asparagi, invece, si mangiano con le mani in famiglia ma in situazioni formali si mangiano con le posate.

FORMAGGIO: Si mangia con il solo coltello che serve per tagliarlo in pezzi da mettere poi sul pane e mangiare con le mani. Fanno eccezione alcuni tipi di formaggio dalla consistenza più morbida per cui è necessario l’uso della forchetta.

LUMACHE: Per mangiarle si utilizzano delle posate apposite: una pinza con cui tenere il guscio ed una forchettina per estrarre la lumaca.

COME SI MANGIA…

Crostacei, frutti di mare e ostriche…un vero incubo!

Quando si mangia un crostaceo, le chele e la coda nell’aragosta, la conchiglia o la corazza negli altri vanno rimossi con le dita. Con l’aiuto della forchetta, possibilmente quella da ostriche, si estrae e si mangia la polpa. Per raggiungere le parti più interne di polpa, non afferrabili con la forchetta, si possono succhiare con discrezione le chele, evitando di emettere suoni poco gradevoli. Dopo aver gustato la pietanza è necessario sciacquarsi le dita in apposite coppette contenenti acqua e talvolta anche limone.

I frutti di mare, invece, si staccano con la forchetta tenendo la conchiglia con le mani e riponendo i gusci vuoti nel piatto apposito. Infine, le ostriche vanno mangiate in un unico boccone con l’apposita forchetta a tre denti, apparecchiata alla destra del piatto, dopo averle spruzzate di limone. Con la mano destra si terrà il guscio mentre con la sinistra si staccherà il mollusco con la posata. Si servono in piatti singoli ad ogni commensale e si ordinano a dozzine.

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