ECCO IL PRIMO NUMERO DI “CERIMONIALE OGGI…”

Gentili Soci dell’ANCEP,

innanzitutto lo studio Primalinea vuole ringraziarVi per l’opportunità di aver condiviso con Voi l’ideazione e il “varo” del periodico Cerimoniale Oggi, di averlo fatto con serenità e reciproco rispetto di professionalità ed esperienze. Un buon inizio è già una parte importante di un possibile percorso, che speriamo vivamente possa portarci lontano e contribuire alla crescita di tutti i compagni di viaggio.

Nel nostro caso particolare si tratta del concepimento di un periodico, di una pubblicazione che nasce con una promessa di ritualità e un’attesa di durata: non poco in un’epoca in cui tutto si consuma in tempo reale. Si consumano progetti aleatori, presunzione di pensiero, persino la responsabilità delle nostre opinioni

Cerimoniale Oggi, pensiamo, vuole sicuramente resistere, specchiando il senso della Vostra professione, antica almeno quanto l’Uomo. Per scrivere queste righe “abbiamo studiato”, documentandoci sulla parola “cerimonia”. Deriva dal latino “caerimonia”, a sua volta vocabolo di probabile origine etrusca, con il significato di “venerazione, culto, pratica religiosa”.  

“Praticare”, “coltivare”, “venerare” sono verbi che ispirano immagini di costanza, attenzione ai dettagli, rispetto, al di là della loro accezione puramente religiosa. Sono verbi che evocano un’idea di pregnante precisione, una geometria di significati, dove ogni gesto e ogni movimento vogliono dire esattamente qualcosa, in sé e nel rapporto con le altre parti in gioco. La forma è sostanza scrive Leonardo Gambo nel suo editoriale: è una verità nota non soltanto ai cerimonialisti. Il matematico aspira a un linguaggio “necessario e sufficiente”. L’architetto è ispirato dalla sezione aurea. Il grafico pubblicitario sa che la comunicazione vive di bilanciamenti, di priorità visive e dunque di rapporti formali. Il contabile deve far tornare i conti, trovare cioè conferma della realtà in eguaglianze o equazioni che sono questione di forma. A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “…ma c’è forma utile e forma fine a sé stessa.”

La Dott.ssa Ernestina Alboresi, Direttore Responsabile di “Cerimoniale Oggi”

Questo è il nodo della questione: la scarsa disponibilità a vedere l’utilità e la sostanza della forma, al di fuori del raggio delle nostre esperienze di vita e delle nostre competenze di lavoro dove, anche in modo inconsapevole, sperimentiamo ogni giorno l’inscindibilità della sostanza dalla forma. Mettendoci nei Vostri panni, dunque, è possibile comprendere meglio l’attualità e l’utilità di una professione come quella del cerimonialista, soprattutto in un’epoca come la nostra di globalizzazione selvaggia, con rapporti che rischiano di essere quotidianamente compromessi o deteriorati da fraintendimenti e ignoranze: una stretta di mano al posto di un inchino o un abito del colore giusto nel posto sbagliato, sono già un pessimo inizio.

Il Dott. Mario Proli, Responsabile Unità Stampa ed Eventi Istituzionali del Comune di Forlì e Coordinatore di Redazione di “Cerimoniale Oggi”

Purtroppo i molti, esemplari gaffeur della politica italiana non ci hanno insegnato abbastanza e continuiamo a sottovalutare con superficialità il valore sostanziale dell’etichetta, in particolare nell’ambito delle relazioni istituzionali o di business a livello internazionale. A metà degli anni novanta, quando cominciò a esplodere il fenomeno Internet, fino allora relegato in una stretta cerchia di “iniziati”, si sentiva parlare spesso di “netiquette”, di un codice di comportamento che avrebbe dovuto regolare il rapporto tra internauti. Di quest’aspirazione alla netiquette si è persa traccia e vediamo oggi in quale calderone di egocentrismo, arroganza, volgarità siamo andati a finire.

Dopo questo patrocinio a favore dei cerimonialisti e a sostegno dell’attualità della Vostra antica professione, lasciateci spendere le ultime parole del nostro intervento, per perorare le ragioni dell’“arte grafica classica”, la strada che abbiamo percorso per dare un taglio comunicativo alla Vostra rivista e che non procede certo nella direzione opposta della modernità, anzi è il bambino che continua a sopravvivere, tra tanta acqua sporca continuamente sprecata. Per dirla con un luogo comune: “Il classico non tramonta mai”.

Ci piace pensare, nell’impostazione di Cerimoniale Oggi, di aver tenuto presenti fin dall’inizio dei principi cui non riusciamo a rinunciare: chiarezza, priorità, eleganza.  Del resto la stessa parola “eleganza” deriva dal latinoeligĕre”, vale a dire “scegliere”, ed è difficile scegliere se mancano i presupposti di chiarezza e di priorità. Quindi poche e semplici regole: titoli, sottotitoli, didascalie; accurata ricerca iconografica e fotografie a tema, accompagnate da descrizioni “necessarie e sufficienti”; spazi organizzati in rubriche per rendere subito comprensibile la natura dei contenuti; immagine coordinata, con colori guida; qualche tocco di grazia, come i capilettera, senza troppi fronzoli. Una rivista va creata e stampata con una sola finalità: essere letta. La grafica e la comunicazione visiva, nei limiti del possibile, devono essere ancillari a questo scopo. Non bisogna voler stupire con effetti speciali, spesso fatuamente legati alle mode del momento. Bisogna far leggere.

Una nota citazione del pubblicitario Giancarlo Livraghi recita: “Quando parlava Eschine gli Ateniesi dicevano: ‘Senti come parla bene.’ Quando parlava Demostene gli Ateniesi dicevano: ‘Uniamoci contro Filippo’. Noi siamo della scuola di Demostene.” Anche noi, nel nostro piccolo, speriamo che il nostro lavoro abbia degli effetti e per questo aspiriamo a essere della scuola di Demostene. Speriamo, in questo caso, di avercela fatta, con lo strumento più complicato a nostra disposizione: la semplicità.  Come sapete bene anche Voi cerimonialisti, la semplicità non è un punto di partenza, è un punto di arrivo.

Manuela Coassin, Romeo Pignat

Per scaricare il primo numero di Cerimoniale Oggi cliccare sulla copertina…

Foto di Enrico Salvucci

GIUSEPPE DAMIANO IANNIZZOTTO

SEGRETARIO GENERALE DI ANCEP - Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici

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